COMITATO PER LA STORIA
DELLA FANTERIA D’ARRESTO



Scopo

Per volontà e iniziativa di un gruppo di appassionati è stato costituito il “Comitato per la storia della fanteria d’arresto”, gruppo di studio che si prefigge lo scopo di studiare, conservare e diffondere in ogni suo aspetto la storia, poco conosciuta, dei reparti che dai primi anni 50 fino agli inizi degli anni 90 presidiarono la "fortificazione permanente di pianura" a difesa dei nostri confini orientali.
Il Comitato è aperto alla partecipazione di chiunque desideri collaborare agli scopi che sono alla base della sua formazione, sia si tratti di singole persone che associazioni ed enti e allo stesso hanno già dato il loro sostegno e ausilio anche l’Associazione Nazionale "Fanti d’Arresto", l’Associazione "Cacciatori delle Alpi" e la Sezione di Cividale dell'Associazione Nazionale del Fante, che riuniscono nelle loro fila coloro che hanno servito in armi nei reparti di fanteria d’arresto.
Del Comitato fanno altresì parte diversi appassionati che fanno riferimento ai siti internet "il portale della Fanteria d’Arresto" (http://fanteriadarresto.altervista.org/) e "Vecio" (http://www.vecio.it/).
L’iniziativa è stata anche presentata allo Stato Maggiore Esercito che ha già autorizzato e concesso l’esame della documentazione storica e tecnica conservata nei suo archivi centrali e periferici.
Al fine di illustrare in modo conveniente l’iniziativa si reputa opportuno indicare, anche se in modo generale, gli aspetti ed argomenti sui quali è stata articolata la ricerca storico militare:

Oltre a quanto di massima elencato, la ricerca è ovviamente aperta a qualsiasi altro aspetto e contributo saliente e reputato a essere ricordato e testimoniato.
In particolare, oltre alla ricerca della documentazione ufficiale, riteniamo essere di grande utilità e interesse il recupero delle testimonianze personali nonché dei ricordi (documenti, oggetti, fotografie, eccetera) conservati da tutti coloro che hanno prestato servizio nei reparti di fanteria da posizione e d’arresto.
Il Comitato avendo aderenti e collaboratori in varie regioni e particolarmente nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto è in grado di contattare direttamente tutti coloro che avessero desiderio di mettere a disposizione i documenti e le testimonianze personali; si precisa che ovviamente ogni contributo messo a disposizione verrebbe esaminato, riprodotto e prontamente restituito al proprietario, evitando in tale maniera ogni eventuale rischio per l’invio e spedizione di quello che spesso è certamente un prezioso ricordo.
Ovviamente sarà gradita la collaborazione diretta anche con l’invio, per chi ne ha possibilità, di fotografie e documenti digitalizzati a mezzo posta elettronica.
Inoltre, vi saremo grati qualora ci segnalaste ulteriori nominativi ed indirizzi a vostra conoscenza che ci consentano di ampliare e diffondere maggiormente l’iniziativa.
In appendice alla presente sono riportata le e-mail del Comitato, per accordi e segnalazioni, così come per ulteriori notizie e informazioni sull’iniziativa.
Non nascondiamo che il progetto è ambizioso quanto difficile da portare avanti ma riteniamo che si tratti di un atto dovuto non solo per una migliore conoscenza di un importante, per quanto ancora vicino, aspetto della nostra storia militare ma soprattutto quale tributo di gratitudine e riconoscenza verso le migliaia di cittadini in uniforme che hanno servito con dedizione e silenziosamente la Patria.
Confidiamo quindi nell’aiuto e nel contributo, ciascuno nell’ambito delle sue possibilità, per portare avanti questa iniziativa il cui non celato traguardo finale vorrebbe essere la pubblicazione di un libro "dedicato" alla specialità e ai suoi uomini.

Per il Comitato:
Carlo Ferri
Maurizio Tosi
Simone Astolfi


Quaderni d'Arresto

I "Quaderni d'Arresto" sono una collana di fascicoli dedicati alle opere e alle caserme della Fanteria d'Arresto e trattano tutte le fortificazioni di questo tipo presenti nel Friuli-Venezia Giulia.
I volumi sono stati realizzati in collaborazione con il "Comitato per la Storia della Fanteria d'Arresto" e costituiscono parte integrante del progetto da questo intrapreso.
Gli scopi sono molteplici: anzitutto, preservare le fortificazioni grazie all'immagine fotografica, tutelandole così dagli effetti del tempo, della natura e dell'uomo. Poi, fare divulgazione di un argomento di cui ancora si sa poco - e meno ancora si trova stampato - fornendo un supporto all'esplorazione sul campo, sia all'appassionato di fortificazioni sia all'escursionista che di esse poco o nulla conosce. Infine, si desidera offrire a tutti i militari che hanno prestato servizio nelle opere e nelle caserme in questione, la possibilità di visitarle nuovamente e per quante volte lo desiderino, senza bisogno di muoversi dalla propria abitazione, anche qualora questa si trovi a centinaia di chilometri di distanza dal Friuli Venezia Giulia.

QUADERNI D'ARRESTO


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